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Regime IVA per Cassa, definizione e adempimenti

La nuova disciplina, in vigore da dicembre dello scorso anno, consente di differire il pagamento dell’imposta sulle vendite al momento dell’incasso del corrispettivo.

 

Caratteristiche del regime
Il regime dell'IVA per cassa (o anche "cash accounting"), introdotto dall'articolo 32-bis del decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012, prevede che per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi, nei confronti di soggetti che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione, l'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.
Sostanzialmente, l'IVA diventa esigibile solo nel momento in cui avviene l'incasso monetario della fattura emessa.
È importante sottolineare che l’adozione del  cash accounting da parte di chi emette la fattura non ha effetti sul cliente, il quale può esercitare il diritto alla detrazione dal momento in cui l’operazione deve ritenersi effettuata, come da regime ordinario. Resta fermo che laddove il cliente abbia, a sua volta, esercitato l’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa, il suo diritto alla detrazione sorgerà secondo le regole di tale regime.

Limite di volume di affari
Possono  entrare nel regime in esame solo i soggetti che nell’anno solare precedente hanno realizzato, o in caso di inizio di attività prevedono di realizzare nell’anno in corso, un volume d’affari non superiore a due milioni di euro.
 
Differimento dell'esigibilità
Come espressamente previsto dal D.L. 83/2012,l'imposta diviene comunque esigibile, dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, prescindendo quindi dalla effettiva realizzazione dell'incasso.

Differimento della detrazione
Analogamente, il diritto alla detrazione relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi o comunque decorso un anno dal momento in cui l’imposta diviene esigibile.

Operazioni escluse dall'IVA per cassa
Il regima dell'IVA per cassa non è applicabile per le operazioni effettuate nei confronti di privati o di soggetti che non agiscono nell'esercizio d'impresa, arti o professioni, sia se residenti in Italia sia se residenti all'estero. Devono ritenersi esclusi dalla categoria dei soggetti privati gli enti non commerciali che agiscono nell'esercizio di impresa.
L'IVA per cassa non è applicabile per le seguenti operazioni attive:
  • operazioni effettuate applicando i regimi speciali di determinazione dell'imposta, ovvero:
◦regime "monofase";
◦regime per l'agricoltura e attività connesse;
◦regime del margine per beni usati;
◦regime delle agenzie di viaggi e turismo;
◦dell'agriturismo;
  • operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile;
  • cessioni intracomunitarie e cessioni all'esportazione.
 
Per quanto riguarda le operazioni passive, non sono assoggettabili al regime in esame le seguenti fattispecie:
  •  acquisti di beni e servizi soggetti all'imposta sul valore aggiunto con il metodo dell'inversione contabile;
  •  Acquisti intracomunitari di beni;
  •  Importazioni di beni;
  •  Estrazioni di beni dai depositi IVA.

Adempimenti
Come stabilitodal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia l’opzione o la revoca per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa si desumono dal comportamento concludentedel contribuente e, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, dovranno essere comunicate nella prima dichiarazione IVA successiva all’esercizio dell’opzione, da intendersi, ordinariamente, come quella relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione mediante comportamento concludente.Coloro che intendono avvalersi del regime sin dall’inizio dell’attività, comunicheranno tale scelta in sede di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di inizio attività. A seguito della scelta operata dovrà essere riportata sulle fattureemesse l’annotazione che si tratta di operazione con "IVA  per cassa" ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.
Il regime ha effetto a partire dal 1° gennaio dell'anno in cui si realizza il comportamento concludente.
È importante sottolineare che una volta espressa l'opzione per il regime di IVA per cassa, questa vale per qualsiasi operazione posta in essere. Quindi il soggetto passivo non può scegliere se con riguardo a ciascuna operazione se assoggettarla ad esigibilità immediatao differita, ma è obbligato ad applicare il regime a tutte le operazioni attive e passive effettuate. Inoltre l'opzione vincola il contribuente all'applicazione del regime per almeno un triennio, salvo il caso di superamento della soglia di due milioni dieuro come volume di affari, che comporta la cessazione del regime.
Trascorsi i tre anni, l'opzione si rinnova automaticamente, salva la possibilità di revoca.
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